Presentato a Milano “Isa Stoppi: the Book”: bellezza al naturale senza bisturi e ritocchi
Nel piovoso Novembre milanese, si è accesa una luce nella notte. Lo scatto di un flash istantaneo ad immortalare un evento destinato a rimanere impresso nella storia della fotografia di moda e bellezza. Il 24 Novembre è stato presentato a Milano ‘Isa Stoppi – The book’, la biografia fotografica di una delle modelle di culto degli anni a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Nel volume, la storia artistica e umana di Isa Stoppi, le collaborazioni più importanti, a partire da quella con Giampaolo Barbieri, che l’ha lanciata come icona di charme e di stile.
“Certe figure certi volti riescono ad imprimersi in modo indelebile nell’immaginario collettivo. Isa Stoppi possiede proprio quel tipo di charme imprendibile e insieme così preciso che intreccia Zeitgeist – una connotazione di bellezza che in sé riassume valenze epocali, smaltata rappresentazione sociale e fragranze di ispirazione letteraria- a un mood astratto, allegorico, atemporale. Di quelli che traslocano nel mistero, nel perennemente evocativo fulgore dell’allegoria”. Inizia con queste parole, la prefazione al volume le cui pagine si sfogliano come una droga. I testi curati da Cesare Cunaccia si fondono alle fotografie e raccontano una narrazione sofisticata e avvincente che sembra un romanzo.
Fatale fu l’incontro con il fotografo Gian Paolo Barbieri e successivamente decisivo il ruolo di Diana Vreeland -all’inizio degli anni sessanta- che hanno consacrato la modella italiana nell’empireo dei recinti dorati del fashion internazionale, come raccontato da Isa Stoppa ai microfoni di Be Yonder, ricordando come negli anni sessanta vi fosse una selezione naturale delle modelle, perchè non esisteva la chirurgia del ritocco
Eileen Ford venne in Italia a conoscerla e la portò a New York, dove Isa collaborò con fotografi come Irving Penn, Richard Avedon, Helmut Newton. Poi, a 26 anni, la scelta di mollare la moda per amore per il noto industriale della farmaceutica Gian Germano Giuliani presente ieri sera all’evento celebrativo, assieme al figlio maggiore Mario Germano.
“Vidi la donna più bella del mondo, con due laghi al posto degli occhi” Richard Avedon
Sulla copertina del libro, Isa appare in una delle immagini che hanno fatto la storia della fotografia di moda, il suo sguardo avvolto in un turbante colto da Barbieri, che ha raccontato ai nostri microfoni il fascino di quei favolosi anni 60 in cui le donne apparivano come sofismi, immagini dense, sospese, una forma di chic cristallizzato, misterioso ed emblematico nella contraddizione di quegli anni in cui si affermava Valentino, Andy Warhol ed esplodeva il conflitto in Vietnam.
“A volte mi sembra di aver vissuto una fiaba, uno strano film in cui si susseguono momenti diversi e contraddittori. Ma tant’è. Ho realizzato molti sogni. (Isa Stoppi)
Proprio parlando di Barbieri, Yves Saint Laurent ha affermato che “Gian Paolo Barbieri attraversa l’eleganza sontuosa dei suoi ritratti femminili e delle scene dei quartieri poveri con la stessa anima, lo stesso amore. Un segreto che non appartiene che a lui. Per Gian paolo Barbieri, Isa Stoppi fu musa ispiratrice ed una profonda amicizia li lega anche oggi
Furono gli Stati Uniti , oltre alla trasfigurazione simbolica che di lei ordirà l’obiettivo di Gian paolo barbieri, a sancire la piena affermazione di Isa Stoppi: la modella di Maggio come l’ha definita Bob Krieger riferendosi alla sua carriera giunta al culmine tra il 1965 ed il 1968
Amici e collaboratori più stretti erano presenti alla presentazione del Book di isa Stoppa che ha mantenuto nel tempo la fisionomia nordica e aristocratica, gli occhi ipnotici e intelligenti di chi ha saputo conservare un approccio alla vita sorridente, privo di nevrosi e ombre, appropriandosi dell monito di Diana Vreeland, doyenne di Vogue America, “ Deponi quella maschera da dramma Mediterraneo, Smile Isa, Smile!”


